Music & Visions project * UB40 / Leo Caillard

Music & Visions

a cura di clanMC: selezione musicale – Alessandro Cardinale,
selezione progetto visuale – Nicoletta Lolli

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UB40  – Food for tought
Primo singolo della band di Birmingham,.con molta originalità fu pubblicato non come B-side ma come doppio A-side insieme a “King”. Proprio quest’ultima, dedicata a Martin L.King, era il brano che scaldava maggiormente il pubblico dal vivo, ma fu “Food For Thought” che divenne il primo successo commerciale degli UB40, senza promozioni da parte delle majors, ma grazie al fatto che, scelti da Chrissie Hynde che li vide suonare in un pub, furono la band di supporto ai Pretenders nel loro tour nel Regno Unito.
Il brano è un’amara meditazione sulla povertà del terzo mondo e pone l’accento sulla indifferenza , a fatti più che a parole, del mondo politico occidentale che promette una “manna” che non arriverà mai a porre fine alla carestia.

“…politician’s argue sharpening their knives, drawing up their bargains, trading baby lives… Ivory madonna dying in the dust, waiting for the manna coming from the west.”
(Alessandro Cardinale)

Leo Caillard – Hipster in Stone
Giovane artista tra i più validi esponenti della nuova generazione, osserva e riflette sullo stato sociale, ne riconosce la vicenda evolutiva, trova le tracce della tradizione brutalizzate dall’irriverente e superficiale vita moderna, governata dal predominio del potere economico.   I suoi lavori ben si sposano con il brano scelto,  con sensibilità e in modo sempre lieve, Leo Caillard, facendo volare la sua immaginazione in modo trasversale tra arte, tecnologia e analisi sociale,  ci propone le figure classiche della collezione del Louvre vestite di abiti contemporanei.  Le figure assumono un nuovo aspetto, la loro immobilità eterna viene catapultata nelle leggi dell’apparire del mondo di oggi e i canoni della bellezza classica sono stravolti e usurpati dal modus sociale che crea povertà e frustrazione sociale.  La sua serie “Hipsters in Stone”  è stata esposta in tutto il mondo. 
(Nicoletta Lolli)

 

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