“Kōkishin”, curiosità – Intervista a Claudio Todesco (Zephiro)

Intervista a Claudio Todesco
a cura di Nicoletta Lolli

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The Passenger incontra il mondo.  Con questo spirito propongo a Claudio Todesco il nostro set di 10 semplici domande, già presentate ad artisti di varia estrazione, al fine di realizzare uno viaggio trasversale attraverso le diverse risposte alle medesime domande.  Partiamo dalle sue origini, dal luogo di nascita, ma restiamo fermi poco, pochissimo, lo spirito viaggiatore di Claudio è già in partenza.  Esploratore dell’arte, della musica, del mondo, artista dalla sensibilità pura e profonda, armato di instancabile e prolifica curiosità, ha suonato con la sua Band (Zephiro) in vari paesi, tra cui il Giappone, della cui cultura di perfezione e originalità estreme serba le tracce in una personalità  creativa, attenta, innovativa ed elegante .  Conversando con Claudio, nella mia  mente continuava a presentarsi il parallelismo con le immagini di Photo-Respiration, un progetto di Tokihiro Sato, fotografo e scultore giapponese, che con profonda precisione tecnica, usando torce di notte e specchi di giorno, sublima tracce di luce causando visioni sperimentali.

øTheP: Dove sei nato? Dove sei cresciuto?

CT: Nato e cresciuto a Roma tra i quartieri di Trastevere e Monteverde. Mi piace pensare che non si smette mai di crescere e che continuo a farlo viaggiando ovunque finché potrò.

øTheP: Chi (o cosa) ami?

CT: Amo la libertà di lottare per un obiettivo. Amo suonare ed ascoltare musica. Amo l’esser curioso. Amo la cultura e l’arte. Amo innamorarmi. Potrei continuare per molto.

øTheP: Quando hai percepito per la prima volta il tuo talento creativo?

CT:  Ammettendo che si tratti di talento, alle scuole medie ebbi le prime avvisaglie, componevo con estrema facilità melodie semplici e dirette. Ma solo tardi ho concretizzato questo fondando la mia band attuale: gli Zephiro – www.zephiro.org .

Photo-respiration 1998 Yura #340

øTheP: Chi e/o cosa ti è stato di ispirazione e riferimento?

CT: Un mio caro amico e vicino di casa, Fernando Regaldo, che mi insegnò i primi accordi di chitarra e mi prestò i primi album in vinile da ascoltare. Ha lasciato un vuoto nella mia vita da quando è venuto a mancare due anni fa. Ovviamente anche tutta la musica ascoltata durante l’adolescenza negli ‘80. A parer mio il periodo più ricettivo della vita di ognuno di noi.

øTheP: Come descriveresti la tua arte a qualcuno che non ha mai avuto occasione di vedere i tuoi lavori?

CT: E’ l’unico campo insieme a quello sentimentale in cui divento più istintivo. Contrariamente alla composizione invece l’arrangiamento dei miei brani è molto pensato e frutto di ricerca più scientifica. Quindi la mia percezione di essa è ascoltare un brano strutturalmente semplice e diretto ma con un vestito più complesso.

Photo-Respiration HATTACH 1 1996

øTheP: Come ti prepari ad una giornata di lavoro o ad un progetto?  Hai un tuo rituale?

CT: No, sono molto metodico e sono un maniaco dell’uso dell’agenda che mi permette di sgombrare la mia mente da dati solo mnemonici. Incarico lei di stressarsi per me o almeno credo sia così.

øTheP: Qual è il tuo lavoro preferito tra quelli realizzati? Perché? 

CT: Vado a periodi, ora sono molto fiero dal brano “Cosmorandagio” che parla del viaggio spaziale della cagnetta sovietica “Laika”. Lei ha fatto parte della mia infanzia e mi piaceva ricordarla aggiungendo la consapevolezza etica che lei non scelse di fare quel viaggio mortale. Da bambino percepivo questo ma in maniera più lieve; era tutto edulcorato da immagini colorate di propaganda su francobolli o libri per bambini.

Photo-Respiration #25 1989

øTheP: Se dovessi passare una giornata con qualcuno – vivo o meno che sia, chi vorresti con  tee cosa speri di ricevere da una simile esperienza?

CT: Credo David Byrne, perché ebbi la fortuna di parlarci per 10 minuti ad Hong Kong qualche mese fa. Mi ha lasciato il desiderio di conoscerlo meglio, sarebbe un sogno. Mi appago nel frattempo leggendo il suo libro “Come funziona la musica”.

øTheP: Qual è, se l’hai, la tua ambizione segreta?

CT: Essere soddisfatto della musica che ho composto e che essa resti almeno in minima parte nella storia della discografia. Ma non sembrerebbe molto segreta quindi dico aprire un concerto dei The Cure.

øTheP: Qual è la tua parola preferita?
CT:
Curiosità.
好奇心
Kōkishin

 

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Tokihiro Sato

 

 

 

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