Music* Morkobot – OGROG / Painting* Hikari Shimoda – selected works

Music & Visions – projects selected by Stefano Santoni + ThePT

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OGROG, from Gorgo album, Supernatural Cat, 2016.
Stefano Santoni’s review:
Sin dall’alba delle prime galassie la voce di MoRkObOt risuonava solenne sopra l’atmosfere sature dei pianeti in evoluzione. Dominatore delle forze magnetiche e controllore ancestrale dei flussi di coscienza, MoRkObOt è tornato sulla terra attraverso i suoi tre emissari LIN, LAN, LON brutalmente sottomessi al suo volere. Sul nostro pianeta MoRkObOt si manifesta attraverso quelle sperimentazioni soniche che gli umani chiamano musica. MoRkObOt pervade le menti oscurate di LIN, LAN, LON conducendo le loro note in crudeli e significativi deliri. Venite a nutrirvi del verbo supremo!
Dietro un’iconografia fantascientifica che negli anni ’60 avrebbe fatto entusiasmare gli spettatori di “Ai Confini della Realtà”, assetati di storie dell’ignoto e che sarebbero stati sicuramente adepti al culto del signore alieno, ma che nel 2016 forse riesce a strappare un sorriso di circostanza, c’è un trio seriamente avventuroso che dal 2005 sforna crudeli e appassionanti battaglie interplanetarie. Ascoltando i Morkobot si viene intrappolati, conquistati dal ritmo lento ma inesorabile dei due bassi che duellano e si sovrappongono creando un denso e scuro substrato su cui si appoggia un drumming incessante e fantasioso. “GoRgO” è il loro quinto album in studio, registrato in soli tre giorni da Giulio “Ragno” Favero (Zu, Teatro degli Orrori, OvO, Butcher Mind Collapse, One Dimensional Man) al Lignum Studio di Padova, e mixato in una settimana senza che necessitasse di un ulteriore lavoro di editing, testimonianza dell’unità creativa del trio.
Già dall’apertura di “Kogromot” veniamo sballottati da una quantità indescrivibile di colpi di batteria, rimpallati dai due bassi che si dividono le frequenze alte e basse, creando un mondo immaginario in bilico tra improvvisazione e struttura. L’abilità tecnica dei tre non risulta mai fine a se stessa, e anche quando il suono si fa meno frenetico il groove non si sfalda, anzi, riesce a compattarsi in un poderoso muro di suono. La furia iconoclasta prende il sopravvento nella battaglia galattica senza esclusione di colpi di “Kologora”, condotta da un ritmo incredibilmente serrato che lascia sul campo di battaglia più corpi delle prime due stagioni del Trono Di Spade. L’hard iniziale di “Gorotka” si trasforma in una specie di inno per guerrieri mutanti, scomposto e tagliente, un incedere mozzafiato in continua mutazione. Un mostro dalle enormi fattezze e dall’incedere inarrestabile chiamato “Ogrog” distrugge tutto quello che trova sul suo cammino, grazie ai colpi apparentemente scomposti e ingovernabili ma sempre a segno di Jacopo LON Pierazzuoli, per poi lasciare il posto ai riffoni matematici hard & heavy che sostengono saldi il bastione di “Kromot” e “Krogor”. Attacchi ripetuti, stop and go, l’intreccio dei bassi di Marcello LAN Bellina, e Andrea LIN Belloni a creare un vortice da cui è impossibile uscire. E dopo averci stordito per bene che pensano di fare questi tre combattenti sonori? Ci investono con uno scuro e lento magma siderale di oltre nove minuti chiamato “Gorog”, un micidiale ed ipnotico doom wave che, se da una parte concede inaspettati attimi di respiro, dall’altra non si stacca più di dosso, come fosse l’implacabile raggio traente lanciato dall’astronave madre dell’entità Morkobot.
I tre amano giocare con gli anagrammi e con le storie fantascientifiche, mettendo su un vorticoso luna park spaziale attraverso il quale sono capaci di creare e distruggere il proprio fluido sonoro grazie all’abilità nel fondere e frantumare i tempi ed i ritmi. Sanno essere iconoclasti come i Lightning Bolt e matematici come i Don Caballero, psichedelici nella loro libera attitudine di spaziare creando incastri ritmici sempre nuovi. Lin, Lan e Lon sono implacabilmente noise, ma capaci nell’ultima traccia di proiettarci in un incantato mistero, facendoci venire l’atroce dubbio che l’entità Morkobot possa davvero esistere e che il nostro scuro destino sia quello di inchinarci al suo volere supremo…
C’è una quinta dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere: è la regione dell’immaginazione, una regione che potrebbe trovarsi ai confini della realtà.” (The Twilight Zone)

Morkobot
Since the dawn of the first galaxies the voice of MoRkObOt resounded solemn over the saturated atmospheres of the planets in evolution.Dominator of the magnetic strengths and ancestral regulator of the conscience flows, MoRkObOt has returned to the Earth through his three messengers Lin, Lan and Lon brutally subdued to his will.
MoRkObOt manifests himself through sonic experimentations that humans call music.
MoRkObOt pervades the darkened minds of Lin, Lan and Lon conducting their notes in sadistic consequential deliriums.
Come to feed you with the supreme verb!

Discography
Morkobot – Lizard Records, Airbag Records, Cynic Lab, 2005
MoStRo – Supernatural Cat, 2006
MoRtO – Supernatural Cat, 2008
MoRbO – Supernatural Cat, 2011
MoRkObOt vs Vanessa Van Basten – Split Album, Subsound Records, 2013
OSSO (MoRkObOt & Eraldo Bernocchi) Subsound Records, 2015
Gorgo – Supernatural Cat, 2016

 

Hikari Shimoda
children_ofthis planet (2)

Sparkling and sweet, Hikari Shimoda’s work is at once enchanting and disarming, portraying a world where cuteness and horror coexist. Based in Nagano, Japan, Shimoda first studied illustration at the prestigious Kyoto Saga University of Art and Aoyama Juku School before beginning her career as a professional contemporary artist in 2008. Soon after, she was selected for her first solo exhibition at Motto Gallery in Tokyo and has since held exhibitions in galleries worldwide, including Japan, the United States, Canada, and Europe.
Inspired by the Japanese manga and anime from her youth, Shimoda’s work expresses modern day issues in colorful and illustrative techniques. Often depicting starry-eyed children, she dresses her characters in heroic costumes resembling Superman and magical girls, an anime sub-genre of young girls who uses magic, revealing problems and struggles in contemporary society through a juxtaposition of brushwork, text, and collage. Such characters are a commentary on Christianity’s
anointment of Jesus Christ as a
savior of humanity, and a mirror
of our fantasy heroes. They also represent our adult desire to nurture the children of the world and to defend the world we have constructed.
Following the Great East Japan Earthquake and accident of Fukushima Nuclear Power Plant in 2011, Shimoda became increasingly interested in various connections in the world. In her portrait series “Whereabouts of
 God”, featuring other-worldly children adorned with a Chernobyl necklace, and “Children of This Planet”, children act as a blank canvas for what she describes as countless possibilities; where fantasy meets with reality, past meets future, life meets death, and a world that is yet to be reborn. Not only do eyes communicate each character’s personality, they are also a reflection of Shimoda’s own feelings and ideas:
“They are “anyone” who just exists. So, they could also exist beyond the realm of being children, and identify with anyone who might appreciate them. Those children who are wearing a vacant expression of despair and solitude are mirroring the emotions of the people who look at them. Those vacant children are, so to speak, “cups of my emotions”- something which I could pour my emotion into. Their sparkling eyes are staring into space, while reflecting both light and darkness, and those horns are a metaphor of wordless emotions like fury and despair that people feel towards unreasonable things in this world.” With each new piece, Shimoda advances her search for salvation and her deeper understanding of this chaotic world.
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